DIFFONDIAMO IL COMUNICATO DELLA PIATTAFORMA SOCIALE EUROSTOP SUI BOMBARDAMENTI IN SIRIA

 

Era nell’aria da anni, ma è arrivato soltanto ora… Il bombardamento americano di una base siriana inaugura la santificazione di Donald Trump agli occhi dell’opinione pubblica europea e della parte dell’elettorato americano fin qui a lui ostile, lancia un avvertimento alla Cina (il presidente Xi era a Washington proprio nelle stesse ore) e alla Corea, segnala a Mosca che l’unica soluzione possibile alla crisi siriana sarà una spartizione tra aree di influenza.

 

Colpisce per la reazione delle capitali europee - “quella di Washington è una reazione proporzionata” all’ancora non chiarito episodio dell’ospedale colpito da armi chimiche (l’Onu non ha ancora effettuato ispezioni, come previsto dal trattato internazionale che ha messo al bando le armi chimiche) – conferma la piena compartecipazione politica dell’Unione Europea a un avventurismo militare e imperialista che in Medio Oriente, che fin qui ha distrutto strutture statali, innescato guerre civili, alimentato (finanziato ed armato) formazioni terroristiche e provocato milioni di profughi.

 

E’ una conferma anche delle ragioni della manifestazione del 25 marzo contro i 27 capi di stato europei riuniti a Roma, per legare insieme una maggiore integrazione basata su incremento della spesa militare e le politiche di austerità che hanno impoverito – seppure in modo molto disuguale – tutti i popoli stretti nella gabbia della Ue, grazie anche alla moneta unica e all’alleanza subordinata all’interno della Nato. Portare fuori l'Italia dalla escalation di guerra vuol dire sottrarla agli automatismi militari, politici e diplomatici previsti da Trattati che hanno portato il paese dentro guerre e conflitti ancora prima che il Parlamento ne potesse discutere.

 

Per queste ragioni oggi più che mai Eurostop afferma la necessità di rompere con l'Euro, la UE e la NATO e chiama alla mobilitazione popolare e democratica per fermare la nuova escalation guerrafondaia"

 

Come prima iniziativa, convochiamo un presidio di protesta in Piazza Barberini (angolo via Veneto), per mercoledì alle ore 17.

 

NO alla guerra, NO alla Nato,

Fuori l’Italia dalla guerra. Fuori la guerra dall’Italia

 

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PARTECIPIAMO AL PRESIDIO DI PROTESTA DI MERCOLEDI' 12 APRILE, ORE 17 PIAZZA BARBERINI, ROMA



ALLEGHIAMO IL NOSTRO COMUNICATO DELL'8.4.2017

 

Piattaforma Comunista - per il Partito Comunista del Proletariato d'Italia

 

 

 

 

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Condanniamo il brutale attacco USA alla Siria

FUORI TUTTE LE POTENZE IMPERIALISTE DALLA REGIONE!

COSTRUIAMO UN AMPIO FRONTE CONTRO LA GUERRA,

PER USCIRE DALLA NATO E DALLA UE!

L’attacco missilistico ordinato dall’ultrareazionario presidente USA Donald Trump, che ha

utilizzato come pretesto un presunto utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Assad di

Siria, conferma che si aggrava la disputa interimperialista, mentre la politica di guerra e il riarmo

fanno grandi passi avanti.

Altro che le fandonie di opportunisti e populisti, che fino a ieri diffondevano illusioni sulla

possibilità di una politica di “pace e distensione” seguita da Trump e Putin!

Il brutale attacco alla base aerea siriana di Al-Shayrat - un aiuto diretto all’ISIS e ai “ribelli” alleati

degli USA che hanno subito ripreso la loro offensiva - ha un obiettivo politico: ridimensionare il

ruolo della Russia e costringerla a trovare un accordo per rimuovere Assad e giungere alla

spartizione della Siria e dell’intero Medio Oriente fra briganti imperialisti.

L’aggressione ordinata da Trump prelude a un’escalation militare. E’ possibile uno scontro diretto

fra potenze imperialiste e capitaliste presenti nell’area, fra cui quelle dell’UE che nei giorni scorsi si

sono distinte per irresponsabili dichiarazioni belliciste.

Il lancio dei 59 Tomahawk sulla Siria ha dimostrato che gli USA vogliono mantenere il loro

dominio mondiale attuando una folle politica di guerra, facendo a pezzi il diritto internazionale.

Dietro lo slogan “America First” avanza il nazionalismo, lo sciovinismo, così come il tentativo di

minacciare e sommergere i loro rivali.

Da parte sua il governicchio renziano di Gentiloni ha fornito l’ennesima prova del più totale

servilismo della borghesia italiana nei confronti degli USA e delle loro azioni criminali.

L’imperialismo è reazione e guerra su tutta la linea. La borghesia imperialista non ha risolto

nessuno dei vecchi conflitti, ma attizza nuovi conflitti per impedire ai popoli di vivere in pace.

I focolai delle guerre di rapina si moltiplicano nel mondo. Un passo dopo l’altro si prepara un

conflitto di ampie dimensioni per una nuova ripartizione del mondo, delle sfere di influenza, dei

mercati di sbocco per capitali e merci, delle risorse dei paesi dipendenti.

Siamo in una situazione densa di pericoli, di grande tensione e instabilità delle relazioni

internazionali, che vede una spiccata militarizzazione della società e dell’economia, mentre si

susseguono attentati reazionari che avvelenano ancor più l’atmosfera e preparano

psicologicamente le masse alle guerra.

Di fronte all’acutizzazione delle contraddizioni fra paesi imperialisti e capitalisti, alla crescente

minaccia di guerra che ne deriva, la lotta per la pace è oggi un compito centrale.

La situazione impone la costruzione di ampi fronti uniti contro la guerra, nei quali attrarre e

organizzare tutte le forze che vogliono preservare la pace, ostacolare la preparazione e lo scoppio

di una nuova guerra mondiale imperialista.

Tale attività ha diversi aspetti. E’ lotta contro il militarismo, la corsa agli armamenti e le spese

militari, per il ritiro immediato delle truppe inviate all’estero, per la chiusura delle basi straniere e

l’uscita dalla alleanze belliciste, come la NATO e la UE.

E’ lotta contro la reazione politica e le misure di militarizzazione della società, contro

l’instaurazione di stati di emergenza, contro le leggi eccezionali e la repressione del movimento

operaio e sindacale.

E’ lotta per la difesa delle conquiste e dei diritti dei lavoratori, contro le politiche di austerità e di

miseria.

E’ lotta per la libertà, l’indipendenza e la sovranità nazionale e popolare, negate dall’imperialismo.

E’ lotta per l’emancipazione sociale e per l’appoggio ai movimenti di liberazione dei popoli oppressi

e dei paesi dipendenti e delle colonie.

E’ solidarietà con i migranti che fuggono dalla guerra e dalla fame, rifiuto dello sciovinismo, del

razzismo, della xenofobia, per l’educazione dei lavoratori e dei popoli nello spirito della solidarietà

internazionale e della lotta contro il comune nemico, l’imperialismo.

La lotta del proletariato e dei popoli contro i guerrafondai imperialisti e i loro servi, per evitare

una nuova guerra mondiale, deve essere portata avanti rapidamente.

Sviluppiamo in ogni città la resistenza e la mobilitazione operaia e popolare alla guerra e al barbaro

sistema che inevitabilmente la genera, per abbatterlo con la rivoluzione e conquistare un mondo

diverso e migliore, il socialismo!

8 aprile 2017

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia